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Intervista a Janosch Lenzi di JotUrl: La suite da sogno all-in-one per i link di marketing

Dec 15, 2020

Pubblicato Prima di tutto, come state, lei e la sua famiglia in questa fase dell’emergenza COVID-19? Al momento i nostri uffici sono chiusi e lavoriamo tutti da remoto (fortunatamente il nostro ambito digitale ce lo permette). Ci parli di lei, della sua carriera e di come nasce questa idea imprenditoriale. Janosch Lenzi: Ho un background di Fisica (ambito teorico) all’Università Alma Mater di Bologna, mia primaria passione. Poi, da una necessità trasformatasi alla fine in un lavoro entusiasmante, ho iniziato a occuparmi di digitale (fin quasi dagli albori), prima come consulente e formatore (in ambito ICT, SEO e Web), poi lavorando all’interno di alcune aziende e infine arrivando a costituire due aziende proprie, di cui l’ultima è JotUrl Srl. JotUrl , oggi PMI Innovativa, nasce nel 2013 in Nana Bianca, uno fra i più noti incubatori italiani. Nel 2016 entra in partecipazione anche Brainwave, altro incubatore certificato, grazie ad un investimento Seed di 160k. Oggi, assieme al mio socio storico e co-fondatore, ing. Massimo Poli (CTO) e al resto del Team, che nel frattempo si è ampliato grazie all’ingresso di nuovi soci operativi (Andrea D’Aietti, COO) e di affiatati membri appassionati di digitale (Stefano Pisoni, nostro CMO, oltre ad Elisa, Federico, Cecilia…), siamo focalizzati al 100% su JotUrl e sulla ricerca e sviluppo nel settore digitale. Come molti prodotti JotUrl è stato ispirato originariamente da un’esigenza specifica di un cliente (Zanichelli Spa), non soddisfatta dalle soluzioni presenti sul mercato. Ciò ha generato in noi una profonda riflessione e un conseguente ampliamento della prospettiva con cui guardavamo la cosa. Internet stava cambiando a una velocità impressionante: si stava già assistendo ad una moltiplicazione dei canali di distribuzione, della tipologia di contenuti, dei punti di contatto e delle modalità di interazione con gli utenti. Fino ad oggi, in cui la la rete di fatto è una complessa realtà omni-canale, ossia una realtà in cui non solo esistono molteplici canali, ma questi ultimi sono anche in costante interazione fra loro e si influenzano a vicenda: siti e pagine web, social media, app di messaggistica (dark social), blog, forum, press releases, canali offline, tag NFC, e infine nuove app mobile di ogni tipo. Da qui l’idea di costruire uno strumento all-in-one, cucito intorno al link (unico oggetto trasversale a prescindere dal canale e dalla piattaforma), che permettesse di brandizzare, misurare e incrementare il livello di interazione per ogni punto di contatto e contenuto condiviso e distribuito su tutti i canali offsite (ossia tutti quei canali oltre al sito web, che oggi generano un traffico almeno pari a quello generato dal sito web stesso). Misurare, nel marketing digitale, è sempre stato essenziale: per comprendere cosa funziona e cosa no, dove investire il proprio tempo e budget e dove evitare di perderli entrambi. Oggi, in JotUrl, il nostro mantra è appunto “Brand – brandizzare, Track – tracciare, Grow – crescere”, fornendo ai nostri clienti gli strumenti adeguati per ognuno dei tre ambiti. Il tutto da un’unica dashboard. Come innova JotUrl? Janosch Lenzi: In JotUrl siamo impegnati costantemente a ricercare soluzioni innovative in ambito digitale. Nello specifico su tematiche di Deep linking, fondamentale in ambito di Mobile Marketing, (siamo stati la prima azienda italiana, nel 2015, a importare la tecnologia di Deep Linking in Italia, con un motore proprietario, oggi utilizzato da TIM, Vodafone e altre aziende corporate per le loro App Mobile), oltre che di Tracking, Retargeting, Digital Growth e User Engagement, fino ai Big Data e all’AI (tema sul quale abbiamo lavorato negli ultimi due anni, grazie ad un bando Europeo vinto con un gruppo di aziende Toscane, di cui JotUrl faceva parte). Insomma, si può dire che la ricerca e lo sviluppo mirati all’innovazione facciano ormai parte del nostro DNA. Tanto che, venuti a contatto con uno dei massimi esperti europei di Open innovation, Leonardo Valle , siamo entrati immediatamente in sintonia sulla tematica e, da tale forte comunione di intenti e visione è scaturita infine una stretta collaborazione oltre che un’amicizia. In ambito pratico JotUrl ( https://www.joturl.com/ ) ha aiutato compagnie come Amplifon, Aruba, Kena Mobile, TIM, Transferwise e Vodafone ad aumentare la frequenza di click (CTR) dal 40% al 500%, i download delle app mobile di oltre il 70% e a raddoppiare le percentuali di successo delle loro campagne di SMS. In passato infatti, bastava una frase ad effetto in un tabellone pubblicitario capace di comunicare l’identità aziendale e i benefici del prodotto, uno spot televisivo durante le prime visioni, e la misurazione della variazione nei profitti per il periodo della campagna. Era questa la semplice ricetta per un marketing di successo a cui team di creativi e aziende pubblicitarie erano soliti lavorare. Da allora, le cose si sono un po’ complicate. Il marketing manager oggi, non solo ha a che fare con potenziali acquirenti che si aspettano un livello sempre maggiore di personalizzazione dell’offerta pubblicitaria, ma deve anche scegliere tra una miriade di agenzie pubblicitarie e fornitori di soluzioni tecnologiche, canali da testare, modelli e finestre di attribuzione. Quest’ultima in particolare, secondo l’ultimo report sullo Stato del Digital Advertising (Marin Software, Q3 2019) sembra la maggiore sfida. Come creare quindi una ricetta per un marketing di successo in questo nuovo contesto? Janosch Lenzi: Per rispondere bisogna partire dalle sfide correnti. Innanzitutto conoscere bene il proprio cliente, e per farlo, servono dati. Ma collezionare dati non basta se non si dispone di piattaforme in grado di gestirli e attivarli. Oltre a capire le intenzioni dell’utente per personalizzare l’offerta in maniera automatica, bisogna poi creare delle Call-To-Action che lo portino esattamente nella pagina del prodotto che stava cercando, sul proprio device mobile, tramite i cosiddetti deep-link (tecnologia che JotUrl per prima ha traghettato in Italia dagli USA). Sia che si tratti di sito web o applicazione mobile, diviene a questo punto essenziale registrare il suo comportamento, e specifiche azioni (eventi), tramite dei codici precedentemente installati (pixel nel primo caso, SDK nel secondo). Questo permette, tra l’altro, di fare campagne di retargeting – ad esempio riportandolo tramite annunci pubblicitari mirati nella pagina di prodotto o acquisto che aveva abbandonato. Il processo non si ferma con la vendita o conversione. Infatti, soluzioni come Whatsapp o Messanger permettono di continuare la comunicazione con il cliente. Ci sono ovviamente molte soluzioni e tecnologie sul mercato, principalmente estere, che coprono ognuno di questi passaggi del processo di acquisto del cliente. Tuttavia, JotUrl permette di fare tutto questo in maniera integrata in un unico prodotto, che ad oggi conta oltre 20.000 utenti registrati, grazie anche alla recente acquisizione di Poplink, un competitor Londinese, che JotUrl ha appena formalizzato, con una crescita significativa (oltre 1000 nuove registrazioni negli ultimi tre mesi). In che modo la pandemia da COVID-19 ha colpito JotUrl e come state affrontando questa crisi? Janosch Lenzi: Operando in ambito puramente digitale, a differenza di altre attività vincolate all’interazione fisica offline con i propri clienti, JotUrl ha fortunatamente visto un incremento sia nel 2019 (+70%), che nel 2020 (+52%) dei risultati, mantenendo ad oggi un buon trend di crescita. Ovviamente non è solo oro ciò che luccica. Abbiamo infatti assistito anche noi ad alcune contrazioni di fatturato su alcuni fronti, cosa che ci ha costretto a guardare, testare e infine percorrere strade alternative che ci hanno permesso non solo di compensare tali perdite ma di, appunto, migliorare il trend. C’è da dire che il digitale è un mondo frenetico, di forte dinamismo, in cui le cose possono cambiare molto velocemente, rendendo quindi necessario rimanere in costante ascolto, pronti a mettersi in discussione, adattarsi al cambiamento ed essere disposti a fare importanti investimenti di tempo e denaro (in rapporto alla propria realtà) che di fatto si traducono in scommesse sull’innovazione, il cui esito è tutt’altro che scontato. Un giusto grado di resilienza diventa un fattore più che fondamentale in tali circostanze. Avete dovuto prendere decisioni difficili ? E quali sono le lezioni apprese? Janosch Lenzi: Nel 2018 e 2019 abbiamo avvertito la forte esigenza di cominciare a farci conoscere all’estero, USA in primis, con il vincolo di un budget molto limitato, praticamente quasi nullo. Sfida molto difficile dall’Italia. Dopo alcuni veloci esperimenti su strade iniziali infruttuose, tutto il Team si è focalizzato su un’unica grande sfida e scommessa: diventare la prima Startup italiana a lanciare con successo su Product Hunt (principale portale mondiale di discovery di nuovi tools, servizi e prodotti, su cui lanciano le loro novità piccole Startup fino anche alle grandi aziende come apple, Google, ecc.). Detto fatto. Sei mesi di lavoro intenso, tessitura di relazioni con gruppi Facebook del settore, leader di pensiero del settore e nuovi imprenditori di successo nel digitale. Poi il lancio: 5 giorni di veglie notturne a turni alterni per rispondere a tutte le interazioni e i commenti sul portale e sulla rete. Alla fine eravamo primi in classifica, come prodotto del giorno. Risultato: traffico, brand awareness e nuovi utenti. Ne è derivato il primo manuale completo gratuito scritto in italiano per Startup italiane (e non solo) che volessero affrontare la stessa sfida con successo. Ancora oggi in rete. Eravamo a quel punto pronti (o meglio, credevamo di esserlo…) per il secondo grande passo: diventare la prima Startup italiana di sempre a lanciare su AppSumo, principale portale statunitense di LifeTime Deals. In pratica come lanciarsi e farsi conoscere negli Stati Uniti, investendo pochissimo budget ma tanto tempo nel progetto, in un contesto di reveue sharing con il partner. Eravamo carichi ma la preparazione e la prima campagna mise tutto il Team a durissima prova, molto più che il lancio su Product Hunt. Un mese di campagna, più di 6000 ticket di supporto cui abbiamo risposto (circa 1500 a settimana, più di 200 al giorno), veglie notturne di cui abbiamo perso il conto, brand monitoring e interazione sul portale di AppSumo e su una moltitudini di canali in tutta la rete, in 3 lingue diverse. Alla fine eravamo stremati, ma eravamo siamo finiti fra le campagne best seller di AppSumo, 200k fatturati in un mese, 4000 nuovi utenti acquisiti in piattaforma, valutazione prodotto pari a 4.7/5. Fu dura, ma non solo la nostra immagine ma anche il prodotto stesso ne uscì potenziato, più forte, migliorato (mentre rispondevamo a migliaia di ticket sviluppavamo improvements, migliorie, funzioni richieste dagli utenti). Si sa, la prima volta è sempre la più dura, ma poi ci abbiamo preso la mano. Decidemmo di rilanciare una nuova campagna su AppSumo alcuni mesi dopo, in tardo Autunno: realizzammo 50k di vendite in soli 3gg, un nuovo record. Finalmente, dopo tanto lavoro, si iniziava a parlare di JotUrl anche all’estero! Nel frattempo AppSumo stessa, entro a far parte dei nostri clienti, scegliendoci fra tanti prodotti molti dei quali anche per loro “nostrani”. Un’ulteriore piccola grande soddisfazione finale. Come gestite lo stress e l’ansia in questo periodo di emergenza sanitaria e come proiettate, voi stessi e JotUrl nel futuro? Janosch Lenzi: Cerchiamo di fare periodicamente delle conference call ludiche su GMeet e Zoom, in cui ci incontriamo tutti per il caffè o per scherzare. Poi ci salutiamo e tutti di nuovo al lavoro. Abbiamo creato un gruppo su Whatsapp per interagire su temi scherzosi, fare battute, prenderci in giro, talvolta scrivere solo qualche stupidata. Un sorta di area virtuale di decompressione, dove trovare riscontro e interazione umana. Infine sognato e facciamo progetti sul nuovo ufficio, sul prossimo posto che affitteremo per la festa natalizia aziendale o di capodanno (anche se già sappiamo che se ne riparla per il 2021-2022). Non tutto è rose e fiori comunque. Lavorare in remote working all’inizio è stata una sfida difficile anche per un’azienda al 100% digitale, ma alla fine abbiamo più o meno trovato i nostri ritmi. Ovviamente l’utilizzo di tecnologie e piattaforme di project management e gestione delle attività in maniera centralizzata per i vari membri del team è stato fondamentale, ma anche l’attitudine mentale di tutte le persone del Team lo è stato in egual o addirittura maggior misura. Chi sono i vostri competitor e come pensate di superare la concorrenza? Janosch Lenzi: Al momento, tecnologicamente parlando, ci posizioniamo un gradino più in alto di molti dei tools di shortening e retargeting sul mercato, ma abbiamo due grossi competitor americani (Branch e AppsFlyer) che al momento vantano una posizione tecnologica su alcuni fronti superiore, grazie soprattutto agli imponenti investimenti ricevuti in una nazione dove i pionieri, soprattutto nella tecnologia, vengono premiati. Dall’Italia è tutta un’altra storia e innovare per primi spesso significa non riuscire a spiegare cosa si sta facendo e dove si può arrivare, se non anni dopo, quando il rischio è arrivare tardi. Fortunatamente ci siamo tenuti il più possibile al passo con i nostri strumenti e contiamo di recuperare il gap nei confronti dei top player molto presto, grazie anche a una vision ambiziosa, un ingente expertise che abbiamo collezionato negli anni, e dei potenziali investimenti round A, su cui stiamo interagendo con possibili investitori (a proposito, per chi fosse interessato, abbiamo appena aperto la ricerca di fondi in tal senso). Le sue considerazioni finali su questa emergenza? Janosch Lenzi: Penso che abbia trasformato radicalmente sia il modo in cui le persone percepiscono adesso il digitale (e come lo percepiranno in futuro), sia il mondo e l’industria del digitale stessi. Penso che, come sempre accaduto in passato, ogni grande sfida e periodo storico duro finisce per produrre forti accelerazioni e avanzamenti scientifici e tecnologici. La maggior parte delle persone non se ne sta rendendo conto, ma stiamo vivendo una nuova grande rivoluzione scientifica e industriale. Forse la più grande e impattante di sempre. Avremo presto calcolatori e software quantistici funzionanti basati sulla logica e sulle leggi della meccanica quantistica (che i migliori fisici ancora sono lontani dal comprendere a pieno), ma molti esseri umani hanno ancora lacune di logica classica, produrremo organi artificiali e connessioni uomo-macchina ma molte persone non hanno idea di quale sia la differenza fra una TAC e un’ecografia, accenderemo la fusione nucleare con ogni probabilità entro il 2030 ma troppe persone credono ancora a sterili speculazioni e complotti internazionali alimentando le fake news, viaggeremo presto verso Marte ma abbiamo più negazionisti del riscaldamento globale, del darwinismo e terrapiattisti che mai, stiamo iniziando a comprendere se potrebbero esistere altri universi o se questo sia l’unico ma molti fanno fatica a immaginare un sistema solare oltre al nostro. Potrei continuare, ma il punto è che la scienza e la tecnologia sono pronte per questa nuova grande rivoluzione già iniziata e lo saranno sempre di più. C’è da chiedersi però se come razza umana siamo pronti a tale rivoluzione da un punto di vista psicologico, sociale, legislativo, normativo e soprattutto etico. Penso siano queste le vere sfide importanti e più grandi. Detto ciò, mi auguro che questa emergenza possa avere un termine quanto prima, per avere la possibilità di recuperare quella parte di umanità che siamo soliti esprimere ogni giorno con gesti, espressioni e contatti fisici. Soprattutto con chi ha i propri cari lontani. Link utili:

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